AVVELENAMENTO DA MONOSSIDO DI CARBONIO
L'intossicazione da monossido di carbonio è definibile come un aumento dei livelli di monossido nel sangue (valori normali tra 1-2%).
La combustione incompleta rappresenta una delle maggiori fonti esogene di produzione di questo gas. In condizioni normali durante la combustione si consuma ossigeno per produrre prevalentemente Anidride Carbonica, durante la combustione in carenza di ossigeno, si produce in eccesso monossido di carbonio, gas inodore e insapore che si lega all'emoglobina con affinità 240 volte superiore all'ossigeno, e che, anche in presenza di ossigeno si dissocia lentamente.
Il monossido di carbonio determina la alta concentrazione di Carbossi-Emoglobina nel sangue che direttamente diminuisce la quantità di ossigeno a disposizione dei tessuti.
Il danno determinato, quindi, è simile a quello che si vede in ogni insulto anossico ed è prevalente a carico del cervello, del cuore e del rene.
La sintomatologia è in rapporto alla concentrazione della Carbossi-Emoglobina Ematica.
L'avvelenamento può essere acuto o cronico.
Orientano per la diagnosi: Cefalea ingiustificata, Nausea, Vertigini, Convulsioni, Perdita di coscienza, Precordialgie e Aritmie in soggetto che sia stato esposto a prodotti di combustione incompleta (gas di uso domestico, gas di scarico delle automobili, braciere e camino in ambiente chiuso) o al fumo, o siano sommozzatori che presentano segni di sofferenza gastrointestinale e neurologica, o soggetti che abbiano inalato sostanze svernicianti contenenti Cloruro di metilene.
Per quanto l'aspetto classico rosso ciliegia dell'avvelenato da monossido sia specifico esso però non è sempre presente e pertanto non è da escludere questa patologia in soggetti cianotici o di colorito normale.
Altro segno caratteristico è la comparsa di bolle cutanee nei punti sottoposti a compressione.
Misure di primo soccorso: allontanare il paziente dalla fonte di intossicazione, far respirare ossigeno puro premesso che il paziente intossicato deve rimanere a riposo assoluto e poi portarlo al pronto soccorso più vicino.
La terapia consiste nel trattare il paziente con ossigeno puro finché i valori di Carbossi-Emoglobina sono inferiori al 10%, per concenttazioni superiori il trattamento di scelta è ossigeno iperbarico di cui si giovano anche dopo 8-10 giorni dall'intossicazione i pazienti con alterazioni neurologiche.
Possono essere utili le trasfusioni durante il periodo di minore disponibilità di ossigeno.
Prognosi:
1 ) Il soggetto intossicato in maniera non grave può recuperare rapidamente senza postumi.
2) Il soggetto intossicato in maniera grave può sviluppare danni neurologici, da una sindrome parkinsoniana ad alterazioni della memoria, dell'intelletto, a cecità e sordità.
3) Per i soggetti in coma profondo la prognosi è per lo più infausta.
Avvelenamento da Ossido di Carbonio
| Concentrazione carbossi-emoglobina | Più comune fonte ambientale | Sintomatologia clinica |
| 2% | produzione endogena | nessuna |
| 2-8% | fumo di sigaretta, solventi con cloruro di metilene | aumentata frequenza di dolore precordiale, diminuita soglia alla comparsa di dolori muscolari agli arti |
| 10-20% | fumatori di sigari, poliziotti o addetti al traffico, parcheggiatori | oltre ai sintomi sopra descritti diminuzione dell'attenzione, della memoria, dell'acuità visiva e auditiva, cefalea |
| 20-40% | esposizione a fumi di combustione incompleta in ambiente poco ventilato, bombole da sub non riempite in modo corretto, esposizione al cloruro di metilene | respiro affrettato, cefalea pulsante, irritabilità, stato mentale alterato |
| 40-80% | grave cefalea, collasso, convulsioni, perdita di conoscienza, morte in pochi minuti |