AVVELENAMENTO DA FUNGHI
Nonostante vengano consumati da millenni, studi approfonditi sulla tossicità di alcuni funghi sono stati approntati solo recentemente.
In Europa esistono 180 specie di funghi velenosi, la maggior parte provoca disturbi allo stomaco e all'intestino, oppure produce danni al sistema nervoso centrale e all'apparato digerente, danni riparabili senza conseguenze, se i sintomi vengono curati giustamente.
Le specie maggiormente velenose sono: AMANITA PHALLOIDES e VIROSA, CORTINARIUS ORELLANUS e SPECIOSISSIMUS, tutte mortali.
Gli avvelenamenti da funghi possono essere causati da cause primarie cioè da sostanze velenose contenute nei funghi o da cause relative al soggetto che le assume.
Avvelenamenti da cause primarie
I veleni presenti nei funghi possono essere divisi in tre gruppi in base al loro modo di agire sull' organismo ed alla conseguente sintomatologia.
1. Veleni che agiscono sul sistema gastro-enterico
Questi veleni causano, dopo un periodo che va dai 15 minuti alle 4 ore, a seconda della quantità di funghi ingerita e della costituzione corporea dell' individuo, nausea più a meno violenta, diarrea, disturbi circolatori e crampi per forte perdita di acqua.
I funghi responsabili di questa sintomatologia sono alcune varietà dei: CORTINARlUS, TRlCHOLOMA, ENTOLOMA, RUSSULA e LACTARIUS.
2. Veleni che agiscono sul sistema nervoso
Provocano, tremito, rallentamento o accelerazione delle pulsazioni cardiache, delirio; alcune specie causano stati euforia o di depressione, raramente allucinazioni; spesso possono comparire contemporaneamente anche disturbi gastroenterici.
Nei casi più gravi di avvelenamento ci può essere un' arresto circolatorio.
I funghi responsabili di questa sintomatologia sono: INOCYBE, CLlTOCYBE, AMANITA MUSCARlA e PANTHERINA.
3. Veleni ad azione lenta che agiscono sul fegato e sui reni
Dopo 6-24 ore in casi estremi, però anche dopo 2 settimane o più, compaiono i primi sintomi. All'inizio si avvertono dolori allo stomaco accompagnati da vomito e diarrea acquosa o addirittura sanguinolenta.
Quando si ricorre all'aiuto del medico, questi deve constatare purtroppo che si sono ormai verificati gravi danni al fegato e al rene. Emorragie intestinali e gastroragie se già in atto rendono ancora più difficile il trattamento.
Per lo più questi avvelenamenti sono mortali e sono causati dalla PHALLADINA che è il veleno contenuto nelle seguenti specie: AMANIT A PHALLOIDES e VIROSA, CORINARIUS ORELLANUS e CORTINARIUS SPECIOSISSIMUS.
Avvelenamenti da cause "soggettive"
Funghi guasti
Spesso sono funghi troppo vecchi, raccolti e posti in sacchetti di plastica, deteriorati e conservati per lungo tempo; questi funghi possono provocare intossicazione con sintomatologia di tipo gastro-enteriche. Sono noti anche casi di morte.
Allergie
Ci sono persone che non tollerano qualsiasi varietà di funghi perchè allergici ad alcune sostanze contenute in essi; infatti anche l'ingestione di piccole quantità di funghi normalmente commestibili provocano nausea e sintomatologia gastro-enterica.
Primi soccorsi in caso di avvelenamento da funghi
Rivolgersi al medico
E' fondamentale che, ai primi sintomi di malessere che insorga dopo aver mangiato funghi, ci si rivolga al medico. Anche se questi non è un micologo e non conosce i funghi che sono stati consumati, è comunque in grado di instaurare la terapia del caso.
Primi interventi autonomi
Quando, dopo un pasto a base di funghi insorgono i primi malesseri, si può provocare il vomito ancora prima che arrivi il medico e ancora si può somministtare carbone attivato, che è in grado di assorbire parte del veleno. Si può inoltre massaggiare le estremità per tenere attiva la circolazione. Si deve aver cura di non somministrare bevande alcoliche che favorendo la vasodilatazione favorirebbero l'assorbimento del veleno peggiorando l'avvelenamento.
Se i sintomi si verificano dopo 6-24 ore non provocare il vomito perchè il veleno non è più nello stomaco e inoltre si provocherebbe ulteriore perdita d'acqua, perciò è preferibile che il paziente venga portato nel più vicino pronto soccorso.
N.B. E' opportuno che parte dei funghi consumati o eventuale vomito vengano conservati per poter essere adeguatamente esaminati in laboratorio.
Prevenzione degli avvelenamenti da funghi
A sentire alcune credenze popolari circa la commestibilità di alcuni funghi, va ricordato che:
NON E' VERO che un fungo una volta bollito perde ogni forma di tossicità;
NON E' VERO che se un fungo viene bollito con aglio, argento o oro, l'annerimento di queste sostanze indica la tossicità del fungo;
NON E' VERO che un fungo fatto macerare nell'aceto salato diventa commestibile;
NON E' VERO che la commestibilità di un fungo si riconosce dal sapore;
NON E' VERO che se un fungo viene mangiato da lumache o altri animali è "commestibile" anche per l'uomo.
L' AMANITA PHALLOIDES pur superando tutte le suddette prove resta un' fungo la cui velenosità può essere letale per l'incauto consumatore.
Evitare di raccogliere e conservare funghi di cui non si conosce la specie e la commestibilità.