Anche se il danno tessutale è sempre dovuto alla denaturazione delle proteine che porta a lesione e morte cellulare, tuttavia gli agenti eziologici possono essere molteplici: termici, chimici, elettrici e radioattivi.
Ustioni Termici
La gravità dell'ustione termica è stabilita oltre che dall'estensione anche dal grado di reazione infiammatoria locale e dalla sua profondità.
Per la profondità le ustioni si distinguono in ustioni di 1° ,2°e 3°.
1 ) USTIONE DI I° O USTIONE ERITEMATOSA: prevalgono i fenomeni di reazione vasaI e . con iperemia attiva ed intenso arrossamento. Queste lesioni se non sono tanto estese da mettere in pericolo la vita, regrediscono con "restitutio ad integrum " in pochi giorni.
2) USTIONE DI 2° O USTIONE BOLLOSA: la reazione infiammatoria cutanea è più intensa con essudazione sierosa e
formazione di vesciche (flittene) che raccolgono l'essudato fra gli strati dell'epidermide e il derma. Sotto le vesciche le papille dermiche, le ghiandole sudoripare e gli apparati pilosebacei rimangono integri per cui è possibile una riepitelizzazione completa se non intervengono infezioni.
3) USTIONE DI 3° O ESCAROTICHE: quando il derma è più o meno profondamente danneggiato con morte tessutale, a seconda dello spessore del tessuto colpito, si parla di 3° partial tickness, quando lo strato più profondo del derma è risparmiato e di 3° full tickness per necrosi a tutto spessore. Questa distinzione del 3° è importante per gli innesti, perché nel full tickness non è possibile la rigenerazione epiteliale ed è indispensabile l'innesto, mentre nel partial tickness è possibile la guarigione con cicatrice in 2-3 settimane.

Ustioni da Agenti Chimici
Gli agenti chimici possono trovarsi in natura allo stato liquido o gassoso. L'azione necrotizzante può prodursi in vario modo:
caustici disidratanti -- questi tolgono rapidamente acqua alle cellule, alcuni di essi sono: soda, potassa, calce, acido solforico.
caustici ossidanti -- acido nitrico, acido cromico, nitrato d'argento, perossido d'idrogeno ad alta concentrazione.
agenti chimici fluidificanti -- che sciolgono i protoplasmi: carbonato sodico e potassico, ammoniaca, acido acetico.
agenti chimici coagulanti: sali di mercurio, di rame, di piombo, di zinco.
I caustici in genere possono produrre lesioni estese e profonde ma anche più lievi paragonabili a quelle da agenti termici sia di
1 ° che di 2°.
Ustioni da Elettricità
La corrente elettrica a seconda delle circostanze può produrre 4
tipi di lesione:
1) ustione elettrica nel punto di contatto e lungo il decorso della corrente: la cute e le strutture contigue rimangono carbonizzate.
2) contrazione muscolare di tipo tetanico incontrollabile che al di sotto di un certo amperaggio (9mA) permette il distacco volontario dalla sorgente elettrica.
3) perdita di coscienza momentanea o prolungata con arresto
respiratorio.
4) fibrillazione ventricolare che si accompagna a coma, asfigmia
e asistolia.
Cosa fare?
Staccare il paziente dalla sorgente di corrente, o interrompendo la corrente o separando la persona dal contatto.
lo questo intervento è importante che il soccorritore sia ben isolato da terra e usi stoffa, legno secco, gomma o cintura di cuoio per afferrare il malcapitato.
Ripristinare per prima le funzioni vitali controllando polso, respirazione e stato di coscienza ed eventualmente attuando manovre di rianimazione quindi procedere alla valutazione di eventuali ustioni.
Le ustioni da elettricità sono in genere di 3° e vanno trattate in ambiente specialistico.
Ustioni da Radiazione
Le radiazioni possono causare vari tipi di lesioni. Oltre ai raggiX ad alta energia ad uso diagnostico e terapeutico possono determinare lesioni ai tessuti umani i reattori nucleari, i ciclotroni, gli acceleratori lineari, i sincrotroni, bombe al cesio e al cobalto e i radioisotopi e prima di tutti la bomba atomica ad uso bellico.
In seguito ad esposizione acuta a radiazioni si possono verificare 3 sindromi:
1) celebrale (>3000 rad) in cui il soggetto muore in poche ore.
2) gastrointestinale (600<x<3000 rad) con nausea, vomito; disepitelizzazione della mucosa intestinale, ipovolemia per perdita di liquidi e collasso cardiovascolare.
3) emopoietica (200<x<1000 rad) con atrofia dei linfonodi, della milza e del midollo cui segue sensibilità alle emorragie e alle infezioni.
Durante l'esposizione ad irradiazioni si possono sempre verificare ustioni cutanee nella zona di esposizione oltre gli effetti sistemici.